Tenace, irascibile, fragile, riflessiva, istintiva, a tratti aggressiva, poi improvvisamente dolce. Nei momenti più impensabili, Estelin sembrava abbandonare scioccamente ogni speranza, non credere più in quel che faceva, senza motivo. Quando capitava, i fantasmi s’addensavano sul suo viso come nuvole nere, e non pareva esserci più posto per la luce. Poi, all’improvviso, nel bel mezzo della disperazione, era lei a sperare, ancora una volta senza motivo. Alzava gli occhi e vedeva un lieto fine, lì all’orizzonte, dove non osavano neppure guardare. Diventava forte, come se fosse un’altra. Eppure era sempre lei. E quell’amore per il mondo e per la vita che lei sembrava quasi voler nascondere si tradiva immancabilmente in ogni suo gesto, nell’involontaria serenità delle sue risate, nella sua voce quando cantava, nei quaderni in cui raccoglieva tutto il suo piacere per l’arte e la poesia.

Estelin è un personaggio della mia fantasia. Co-protagonista di una storia che ho scritto. Sono tanti i personaggi della storia, ma più di tutti gli altri lei mi somiglia. In un certo senso, da un po’ ho deciso che lei è me.

Istintiva come me, terribilmente irascibile, ma soprattutto contrastata, negativa distruttiva tragica oggi, ottimista e costruttiva domani. Senza motivo.

La storia è un fantasy. Estelin è una ragazza che parte per una missione disperata, ma nel contesto dell’avventura c’è spazio anche per i suoi lati più sensibili, in particolare per quello che la rende ancor più simile a me: l’amore per l’arte. A lei piace cantare, recitare, scrivere, e nel corso della storia si rivela ottima conoscitrice di letteratura, quella del suo mondo.

Il mondo di Estelin è il mio. I suoi Quaderni, quelli dove raccoglie riflessioni e sfoglia letture amate, sono anche i miei.

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