E’ buffo quello che sto facendo. Se anche un giorno un gruppo consistente di persone leggesse questo blog, di certo nessuno leggerà questo primo post. Quindi, non posso fare a meno di pensare che qualsiasi cosa io scriva adesso, in questo primo intervento, lo scrivo unicamente per me. E sia.

Pubblicare un blog è una cosa che avrei voluto fare da tanto tempo. Non so cosa mi abbia bloccata fino ad ora, ma qualunque cosa fosse se n’è andato. Non è neanche da dire che prima fossi troppo occupata per farlo: se la vediamo da questo punto di vista, anzi, ho scelto il momento forse peggiore per cominciare. Tra la tesi, il lavoro e i tanti tanti hobby che mi autocondanno a coltivare, non è che sentissi la mancanza di un’attività per occupare il tempo libero.

Aprire un blog oggi è come tentare di pubblicare un libro, ed è forse più democratico, nel senso greco del termine. Non una casa editrice con le sue inevitabili gerarchie, ma il popolo, il demos,  è il solo ed unico depositario del tuo futuro come blogger, del successo di ciò che scrivi insomma.

Si apre un blog per tanti motivi: per informare, per sfogarsi, per cercare di farsi notare.

Io ho voglia di raccontare. Mi piace la cultura, in qualsiasi direzione vada: letteratura, arte, teatro, musica.  Mi piacerebbe raccontare il mio oggetto di studio: i classici, che tanto hanno ancora da dire, che somigliano a volte in modo impressionante al mondo di oggi (Un classico è un libro che non ha ancora finito di dire ciò che ha da dire, diceva Calvino, e lui è diventato un classico vivente). Di riflettere in modo un po’ più ampio sulla letteratura greca e latina, sui miti, le forme, gli archetipi, quei pochi tratti che da soli sanno disegnare un mondo che in fondo non è mai cambiato. Quei miti che a volte sublimano la realtà rendendola più dolce, altre volte la spogliano, mostrandola crudamente sempre uguale a se stessa. E poi ho voglia di raccontare qualcosa di nuovo, di inventarmelo. Vivere nei miei mondi paralleli mi fa venir voglia di liberarli. Di dar loro una vera vita, anche se sono solo parole.

Ora, dette così sembrano tutte cose un po’ pallose. Ma abbiamo detto che tanto questo post è tra me e me. Quindi non c’è pericolo. Nel prossimo post sarà tutto più chiaro 😛

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