Foto di Sara Fedeli

Ci sono cose che hanno lo strano, stranissimo potere di infastidirti e al tempo stesso metterti addosso una inspiegabile allegria. Per me quelle cose sono davvero poche: ho un carattere facilmente irritabile e raramente quello che mi irrita può anche piacermi.

Una di queste cose sono i giorni come quello appena trascorso. La neve che oggi ha sommerso tutta l’Italia bloccando inesorabilmente qualsiasi tipo di attività, oggi mi ha procurato un bel po’ di fastidi. Ieri sera dovevo andare in Tv con i Cammelli Belgi: un’occasione unica, avevamo tutto pronto, un sacco di prove fatte apposta per questa serata, ed ecco che in un’oretta sfuma tutto. Rimandare una cosa quando sono super galvanizzata mi deprime sempre un po’.

Per non parlare del casino che è successo un po’ ovunque. A Prato strade inagibili, sottopassaggi bloccati, gente rimasta a piedi… Ho letto che un’amica è stata costretta a fare Firenze Castello – Prato a piedi, due ore e mezza di traversata. Racconti epici.

Insomma, la neve rompe le scatole e parecchio. Però ha un grande potere su di me. Oggi la mamma mi ha detto che era contenta di uscire a piedi per fare la spesa, persino di portare le borse su per la strada. Diceva che si sentiva stupida, ma che la neve la fa tornare un po’ bambina.

Ecco, è proprio questo che la neve fa anche a me. Mi mette allegria perché mi fa tornare a tempi che, fra l’altro, non è che fossero pieni zeppi di neve: ce ne sono state poche, di nevicate memorabili da quando sono nata io…e già dall’anno scorso la neve è tornata a farsi sentire in modo piuttosto prepotente a Vaiano. Però, insomma, nell’immaginario di un bambino Dicembre significa Neve. Questo giorno disastroso di dicembre è il quadro perfetto di quando, da bambina, m’immaginavo “il vero dicembre”. Non so se mi spiego.

E poi c’è dell’altro. Oggi erano tutti bloccati. Chi era fuori ha penato per tornare a casa o per raggiungere la propria destinazione…Ma chi, come me, era dentro casa, si è sentito legittimato a non fare proprio nulla. E come per effetto di una specie di incantesimo, ti viene voglia di accendere il fuoco, di preparare un dolce (torta morbida di cioccolato con crema), di scrivere il tuo libro, di sbattertene della tesi. Non sono uscita solo perché non voglio prendere freddo alla gola, altrimenti avrei fatto a pallate. Anche con me stessa.
La neve paralizza tutto, come una mastodontica passata di cellophane. Fermi tutti, ora c’è lei. Non si passa. Non ci si muove.
E non esiste impegno di lavoro, appuntamento con un’amica, comparsata in televisione col gruppo, non esiste neppure andare a trovare il fidanzato o andare al cinema, o a quella cena che avevi fissato da tanto tempo.

E come può tutto questo mettere allegria? Non lo so. Forse è il fatto che, con la bufera fuori, apprezzi tre volte di più il calore che hai dentro casa e le persone con cui vivi ogni giorno.
Che dovendo annullare i tuoi impegni trovi il tempo per perdere tempo. Magari con le persone che, nella frenesia delle tue giornate normali, hai finito per trascurare.
Oppure, forse l’allegria mi viene dalla capacità che ha la neve di rendere ogni cosa uguale alle altre, come un grande ordine di silenzio sulle tante e diverse voci che si fanno battaglia nella realtà. Lo dicono tutti, è un concetto un po’ banale, ma è vero.
O forse…
Forse sarà il fatto che la Natura fa il suo corso sempre e comunque, e sticazzi degli uomini e di quello che devono fare oggi: cosa che, potrà sembrare strano, ho sempre trovato consolante. Nonostante gli effetti collaterali che comporta, i disastri ambientali, le tragedie naturali, che chiaramente non sono il lato consolante della cosa. 
Però, in questo mondo rapido e un po’ meschino che ci tiene in ostaggio giorno dopo giorno, in questi tempi in cui mi sento schiava del mio stesso desiderio di produrre ad ogni costo, in cui vorrei sentirmi realizzata nell’immediato, in cui le mie piccole necessità di tutti i giorni sembrano sempre irrevocabili e di vitale importanza…In tutto questo, non so come, mi consola sapere che c’è qualcosa di più grande di noi e della nostra materialità quotidiana.

La Natura ogni tanto torna a ricordarcelo, perché anche in questo, come in molte altre cose, abbiamo la memoria troppo breve.

P.s. Ora però, Natura, la memoria m’è tornata, eh. Puoi anche mandare du goccioline a sciogliere tutto. Ok? Io gradirei, ecco.
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