“L’idea all’inizio non pare molto originale, tuttavia l’autrice ha saputo gestirla con suggestione, ricreando atmosfere e immagini in maniera evocativa (ottima quella dell’incontro col vecchio Uban) per inoltrarsi in territori dell’intreccio sempre meno banali e prevedibili. Il testo si lascia leggere piacevolmente, anche grazie a una buona caratterizzazione dei personaggi che appaiono ricchi di spessore e chiaroscuro. (…) L’autrice possiede un’immaginazione molto fervida, sia in merito all’intreccio sia riguardo le descrizioni (di personaggi – sia umani che creature fantastiche – e ambienti), che non risultano mai né piatte e dozzinali né troppo cariche e minuziose. Ottimi gli espedienti della campana minacciosa dei Gestori della Biblioteca.
Tutto il testo risulta ben equilibrato e, se snellito di qualche parolina qua e là e velocizzato nell’incipit, può interessare un pubblico più ampio di quello tradizionale. È un fantasy di stampo classico che possiede tuttavia una cifra personale e racconta qualcosa di nuovo.”

Questo è un estratto dalla recensione del mio romanzo, arrivato tra i primi cinque finalisti del Premio Odissea 2013 indetto da Delos Books. Purtroppo non ho vinto, nonostante le note positive ricevute. Il problema strutturale maggiore del mio romanzo, a detta dei giudici, era (me l’aspettavo) la sua non-autoconclusività, che lo rende praticamente un rischio per qualsiasi editore che intenda scommetterci.

Prendo molte delle criticità evidenziatemi come un elemento in più per lavorare sulla “vendibilità” del mio libro. Spero che sia un passo avanti verso quel sogno della pubblicazione che ogni tanto torna a farsi prepotente nella mia testa 🙂

Una Finale che mi restituisce speranza…e un Finale (quello del libro) da rivedere, perché è evidente che, pur trattandosi del primo di una trilogia, devo trovare il  modo di renderlo il più possibile autoconclusivo se voglio avere più possibilità di essere pubblicata.

Lasciamo dunque che Juin e compagni risorgano… e devo dire che non aspettavo altro.

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