Che cos’è la bellezza?
Non è un fattore esterno né un fatto esteriore, congenito e indipendente dalla nostra volontà. Probabilmente la bellezza è solo la capacità di rendersi amabili agli altri, o all’altro in particolare.

Un piumaggio variopinto, un collo sinuoso, un’apertura alare maestosa e un petto azzurro perlato come il cielo, non sono che la manifestazione visibile di una natura nascosta, intrinseca, quella che ci spinge a cercare un’altra persona al di fuori di noi, una metà da unire alla nostra. E la esprimiamo così, questa nostra voglia d’amore, con le piume lucidissime e con una danza strana ed attraente. La bellezza è forse puro e semplice desiderio d’amore.

Ut ameris, amabilis esto. 
Se vuoi essere amato, renditi amabile.
(Ovidio, Ars Amatoria)

A volte è difficile renderci amabili. Ci sarebbe da aggiungere: se vuoi renderti amabile, amati. La Natura lo fa da sé, di amarsi, nel modo più spontaneo possibile; ed è così che crea la bellezza di un corteggiamento.
L’uomo è da sempre e sempre più un animale strano. Lui è soggetto ai mali del tempo, alle passeggere follie, ai disagi delle sue capacità razionali e a quelli delle consuetudini sociali. Perciò spesso non si ama più di tanto e non si rende, di conseguenza, amabile. Dimentica di nutrirsi nello spirito e persino nella carne. Si trascura. Diventa nervoso, insensibile o ipersensibile, timoroso o disattento, irascibile o troppo remissivo.
Dovrebbe soltanto ricordare di affondare le radici nella terra e nutrirsi spontaneamente. Come un albero.

Ho dimenticato.
Adesso mi chiudo qui dentro

per disintossicarmi dal fuori. 
Ora è solo questo corpo che conta, 
Tutto il resto sono veleni del tempo
e complicazioni sintetiche. 
Ne uscirò verde foglia
E danzerò per te.

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