Forse ho chiamato a voce troppo bassa il tuo nome. 

Strisciavo silenziosamente, stringendomi alla terra. 
Non so chi sei né perché dovresti interessarti
a una cosa che striscia, a un oggetto buttato. 

Forse non dovrei neppure chiamarti
eppure lo faccio, e ti chiamo “amore”
come tante volte ho fatto, gridandolo al buio. 

Forse non dovrò cercarti, 
perché sarai tu a farlo, in questa notte. 

Mi troverai vuota e senza luce
dovrai essere tu a illuminarmi
dovrai essere così premuroso
da raccogliere tutte le ceneri
e accendere il fuoco solo con le tue mani. 

Chissà come sei dolce, amore
chissà come sai voler bene tu. 
Chissà dietro quale angolo di questo mondo ti nascondi. 

Ti aspetto senza certezze
Non so neppure come farò a riconoscerti
Sarò cieca e sorda e stanca
Avrò solo voglia di ricevere. 

Ma sappi che io posso prometterti davvero
Che mai cambierò
Che non fingerò
Che non ti abbandonerò. 

Perché non sono brava a mentire a me stessa. 

Non ti abbandonerò perché non l’ho fatto mai
anche quando la nave affondava. 
Non ti abbandonerò perché mi sentirò importante
Non ti abbandonerò perché mi abbraccerai avvolgendomi mille volte. 
Non ti abbandonerò perché sarai mio complice
Non ti abbandonerò perché saremo in due. 

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