Se questa notte avesse un nome
sarebbe quello di un fantasma muto.
Oppure quello di strani silenzi
Lasciati a maturare in lontananza.

Di dischi rotti ne ho a migliaia
Si sono incastrati in mezzo agli scaffali
e mentre spolveravo ho pensato:
Chissà chi è che continua a farli girare.

Odio i chilometri, il caffè
la passione e l’ansia di condivisione.
Se ora mi credessi, ti assomiglierebbe
all’assenza di parole da scambiarsi dopo un cinema.

Odio soprattutto i chilometri
Il loro nome, il nome che danno alle notti e alle cose
Quando stanno con le mani in mano
ad aspettare che il caffè ci lasci in pace.

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