” (…) Il letto di legno è accuratamente pulito dalle coperte bianche che avvolgono tutto. Grandi chiodi di metallo arrugginito sono le piccole cose che interrompono l’armonia di quelle varie sfumature di colori naturali del legno: color sabbia, pergamena, terra umida, rosso ingiallito, ognuna in rilievo sull’altra, legate insieme. Sentieri di roccia bianca e grigia, che regolarmente ma anche armoniosamente interrompono il regolare bianco. Alti quanto gli alberi, grigi e trasparenti, di notte brillanti di luce che sottolinea la loro inferiorità – perché è riflessa, non è perfetta come le creazioni di Madre Terra e Padre Cielo – si innalzano i pali di rozza luce falsa, con minuscoli fili che tagliano il cielo.
(…)

Anni che non si vedeva un paesaggio del genere; la voglia di rompere il tempo e di visitare questo posto di nuovo.
Adesso solo sole. Adesso la neve sparisce. Si vede però ancora la grande roccia che da me è tanto amata, e il grande ammasso di plastica e legno e acciaio, con scritte blu, viola, bianche, verdi, nere, dei colori di tutto il grande arcobaleno e di più: sono le impronte che nella Storia daranno significato alla vita, alle lezioni che ci si danno tra spiriti diversi.

Giardino di Guardiaregia, Molise
Inverno 2015 ”

Autore: A. E. V.

Undici benedettissimi anni.

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